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Viure la lenga, speciale Scuole: Corso di Occitano

Chambra d´Oc


Promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Chambra d’òc e la Direzione Didattica di Dronero, il programma pilota di formazione degli insegnanti, operatori culturali e della pubblica amministrazione propone per l’a.s. 2004-2005 due corsi che inizieranno a metà novembre e si terranno a Dronero, presso la Scuola Elementare di Dronero Oltre Maira, Via Montemale 1.

Viaggio nelle valli occitane del Piemonte – Letture e Itinerari” è il titolo del corso di primo livello che intende offrire l’opportunità di avvicinarsi in modo ludico e interattivo alla lettura, scrittura e conversazione in lingua occitana. Nella prima parte della serata si tratterà, con l’aiuto di esperti, di argomenti contenuti nei 25 capitoli e nei 15 itinerari proposti dal manuale didattico, nella seconda parte della serata verrà proposto un lavoro a piccoli gruppi con conversazione e primi elementi di avvicinamento alla lettura e alla scrittura, supportato dagli iscritti al corso di “Formazione continua in lingua e cultura occitana – IV livello”. Questo secondo corso si rivolge ad un numero limitato di persone che intendono concludere un primo ciclo di percorso formativo in lingua e cultura occitana e si articolerà in una parte di tirocinio, che gli allievi svolgeranno, seguiti dal gruppo pedagogico della Chambra d’òc, nel corso di 1° livello e una seconda parte di corso con la proposta di una formazione individualizzata su piani di studio specifici relativi al campo operativo di ogni allievo.

Il programma pilota di formazione “Viure la lenga” è al suo IVº anno di realizzazione e quest’anno, oltre che in riferimento alla L.R. n. 26 a alla L.n. 482, trae forza anche dalla firma dei protocolli di intesa firmati tra la Regione Piemonte e l’Ufficio Scolastico Regionale che sanciscono la volontà di introdurre nei programmi scolastici l’insegnamento delle lingue e delle culture minoritarie in Piemonte riconosciute dalla L.482: occitani, franco-provenzali e walser e dell’identità storica, culturale e linguistica del Piemonte.

Le iscrizioni si chiuderanno il 14 novembre 2004.  

Info: Chambra d'òc - sector cultura - Chamin Arnaud Danièl 18 - 12020 LA RÒCHA/Roccabruna - tel. 0171 918971 - 328 3129801 - postel: chambra.d'oc@afpdronero.it

 

       

di Graziella Tron – Centro Culturale Valdese  

LA BËNNO DÂ PATUÀ

La gerla del patouà

Claudiana Editrice - Torino

 

Motti, racconti, leggende, indovinelli raccolti nell’arco di una quarantina di anni da una generazione che è già storia: Remigio Bermond, uno dei fondatori dell’”Escolo dòu Po” e de “La Valaddo”, Oreste Canal, autore del libro “Dalla Val Germanasca all’America”, Carlo Ferrero, artigiano artista, creatore con la moglie Enrichetta Rostan di più di 150 modellini in legno di bosso raffiguranti le diverse occupazioni della gente della nostra montagna, Arturo Genre linguista che non ha bisogno di presentazioni, tutti conosciamo e gli riconosciamo il lavoro importante che ha compiuto, Emile Jacques Tron, appassionato di storia valdese e di tradizioni orali, Ezio Martin che dal 1937 si è adoperato a raccogliere materiale riguardante il “patouà” della Val Chisone, Jean Daniel Armand-Hugon, pastore valdese e conservatore del Museo Valdese, Marie Bonnet, insegnante che ebbe molti rapporti con il mondo letterario francese, Jean Jalla, storico e studioso valdese, Teofilo Giovanni Pons, studioso di cultura locale e autore del primo “Dizionario del dialetto della Val Germanasca, Emilio Tron, appassionato cultore di folklore, si dedicò alla raccolta di numerosi canti popolari delle valli valdesi, la sua raccolta, inedita, comprende oltre 460 canzoni.

Il merito del Centro Culturale Valdese, di Graziella Tron e dell’Editrice Claudiana è quello di aver dato voce a questa galleria di pesonaggi che compongono la storia delle valli valdesi e che vorremmo diventassero storia collettiva delle valli occitane. Hanno un tratto in comune tutti questi personaggi, un filo rosso che li unisce, la passione di partecipare di “porsi in una prospettiva di indagine della memoria della cultura come fatto collettivo e sociale e come espressione di identità individuale” per diventare “tessitori di storie”.

E allora noi prendiamole le loro storie, con rispetto e affetto e vediamo come portarle alla società di oggi. Diventando così anche noi tessitori della nostra storia di oggi. Nella postprefazione del libro, Graziella Tron pone alcuni interrogativi sui quali è dovere di tutti coloro che intendono essere “tessitori di storie attuali” dare delle risposte. Correndo anche il rischio di sbagliare e di essere fraintesi, ma avendo il coraggio di assumersi le proprie responsabilità in questo preciso momento storico.

  La prima domanda posta da Graziella Tron è: ha senso produrre materiale scritto, con lo scopo di sostenere e incentivare l’uso di una lingua connotatasi per secoli esclusivamente come lingua orale, e che per di piú è in via di estinzione?

  La lingua occitana è una delle lingue che nel 1200 sono state alla radice della cultura europa, anche come lingua scritta, nelle valli valdesi abbiamo testimonianza della lingua occitana scritta nel testo medioevale del Bestiario, una delle tipiche compilazioni medioevali che descrivevano le caratteristiche di animali veri o fantastici per ricavarne esempi di comportamento positivo o negativo, da imitare o evitare. Questa è l’unica opera valdese in occitano firmata dall’autore, un Jaco “Giacomo” non meglio identificato ma che era forse un barba, un predicatore itinerante, i cui sermoni potevano in effetti ottenere maggiore attenzione, se citavano esempi come questo, tratto appunto dal bestiario. (L. Borghi Cedrini)

  (cap.7 Viaggio nelle valli occitane in Piemonte-Letture i Itinerari- Ed. Chambra d’oc)

  De l’Unicorn

La propiota de l’unicorn es aytal qu’el es animal mot terible e fort, e ha un corn al front cun lo cal el romp li albre; e li autre animal temon luy per la soa fortaleça. Lo cal animal non po esser pres si non per la dooçor e odor de vergenita; dont li caçador, volent penre lui, menan a la selva una fantina vergena; en aquella via l’unicorn ven e pauso lo seo cap sobre li genolh de la fantina; en aquella via li caçador venon e ligan luy de cadenas e manan luy a la cipta, la fantina derant anant. Dont l’unicorn, ço es lo diavol, lo cal es spavantivol e engres, non po esser vençu si non per l’odor de la vergeneta e per vertu e bonas obras

 

E’ da notare come la lingua occitana usata sia molto simile alla lingua occitana comune che si usa su tutto il territorio oggi, dalle Alpi ai Pirenei, come si suol dire, e come nel contempo mantenga in alcuni tratti la tipicità della sua provenienza dalle valli valdesi. E’ il medesimo ragionamento che è stato fatto per l’eleborazione di una proposta di “Occitano alpino comune”, dare ad ognuno la possibilità di mantenere i tratti caratterizzanti della propria parlata ma, restituire al “patuà” la sua dignità di lingua e dargli la possibilità di essere oggi lingua di comunicazione orale e scritta. Certo per condividere questo ragionamento bisogna porsi in una certa prospettiva di futuro interregionale, transfrontaliero, europeo. Ma è una possibiltà che oggi ci viene offerta dalla storia. Riflettere su quanto valga la pena o meno assecondarla mi pare che non sia tempo perso.

“L’Occitano è in via di estinzione”: dipende da quali parametri usiamo per esprimere questo giudizio. Certamente se guardiamo il suo uso generalizzato nelle nuove generazioni e nei mezzi di comunicazioni ci pare che la  perdita totale della lingua avverrà in tempi brevi. Ma se vediamo invece la sua capacità creativa, -all’Estivada di Rodez viene presentata ogni anno la nuova creazione occitana che è di grande qualità e se non ha circuiti per girare questo è un altro problema- se esminiamo il miracolo della diffusione delle Calandretas in Occitania d’oltralpe e della diffusione dell’insegnamento bilingue in tutti gli ordini di scuola, da quella materna all’Università, se constatiamo che le nuove generazioni che si interessano di lingua e cultura occitana parlano tra loro costantemente la lingua occitana e che quest’estate alla Festa d’òc di Beziers in occasione della presentazione del collettivo “Joventut occitana” hanno affermato tra i punti cardine del loro impegno la coerenza di parlare ai propri figli in lingua occitana, se esaminiamo questi e numerosi altri segnali quali il contesto europeo nel quale ci muoviamo oggi, la facilità di apprendimento linguistico offerta da nuove metodologie, direi che, se intraprendiamo azioni a favore della lingua occitana, non siamo sicuri di vincere ma certo non possiamo ancora dire di aver perso.  

La seconda domanda posta da Graziella Tron: come sottrarsi al rischio di essere inclusi in quella serie di meccanismi pubblicitario-promozionali di facciata, che fanno leva su bisogni interiori di rievocazione non analizzati e spesso ambigui.  

Un tentativo di risposta è: creando e riconoscendo una classe dirigente collettiva delle valli composta da intellettuali, operatori culturali, economici e politici che nella loro diversità di vedute e di modi di operare hanno come denominatore comune il senso di appartenenza ad un territorio e la voglia di condividere dei valori e un futuro comune. Hanno inoltre il rispetto e il riconoscimento della storia collettiva e individuale. Certo questo vuol dire un territorio che si assume le responsabilità del suo sviluppo futuro, che la smette di piagnucolare e che lavora senza dispersione di energie con un minimo comun denominatore. In pratica tutto il contrario di quanto avviene oggi.

Nell’inviarmi una copia del quaderno che stiamo recensendo mi scrive Graziella Tron: “L’Associazione “Amici della Scuola Latina”, di cui faccio parte, si è attivata con le poche forze a disposizione per gestire al meglio, su mandato della nostra Comunità Montana (Valli Chisone e Germanasca), uno “sportello del patouà”, sempre in applicazione alla legge 482. Abbiamo una buona collaborazione con le scuole della valli Chisone e Germanasca e Val Pellice, con i Comuni che hanno dato la loro adesione per l’attuazione della legge stessa, con lo sportello della Val Pellice (Matteo Rivoira), con diverse associazioni culturali del territorio. Sono lieta di inviarti l’ultima pubblicazione che, in collanorazione con il Centro Culturale Valdese di Torre Pellice e l’Editrice Claudiana, siamo riusciti a mettere insieme ed a pubblicare, con l’intento di fornire ulteriore materiale didattico alle scuole. Esaurita la prima distribuzione, abbiamo caldeggiato una ristampa del libretto col desiderio di offrire anche ad un pubblico adulto il piacere di confronarsi con la lingua occitana scritta. Sempre in collaborazione fra le nostre due Comunità Montane, abbiamo in cantiere un alfabetiere per le classi che si avvicinano allo studio dell’occitano nella varietà “provenzale alpino”. L’interesse per questo tipo di pubblicazioni comincia a diffondersi un poco anche da noi, cosa che ci rallegra molto e ci spinge a mettere in piedi altre iniziative, nei limiti delle nostre possibilità  finanziarie”.

Veramente non possiamo che essere felici del lavoro che si sta compiendo, auguriamo a Graziella Tron, al Centro Culturale Valdese, a Matteo Rivoira e alle Comunità Montane buon lavoro.

Ines Cavalcanti

  Info: Fondazione Centro Culturale Valdese – Via Beckwith 3 – 10066 Torre Pellice (To) – tel. 0121.93.21.79; fax 0121 93. 25. 66 – www.fondazionevaldese.org - centroculturalevaldese@tin.it

Claudiana Editrice – Via Principe Tommaso 1 – 10125 Torino – tel. 011.668.98.04, fax. 011.65.75.42 – www.claudiana.it - info@claudiana.it

 

Jean Giono

L’ÒME QUE PLANTAVA D’ÀRBOLS  

Edicion Ousitanio Vivo

 

ÒC

IT

Abo la traduccion d’Ives Roqueta, adaptat a l’occitan alpenc da Dario Anghilante e Gianna Bianco, abo la colaboracion de Ines Cavalcanti, Fredo Valla e lhi dessenhs realizats da lhi ecolars Aimar Manuela, Aimaretti William, Bernardi Cinzia, Fenoli Maria, Mentini Silvia, Riorda Marco, Rosso Roberta, Schellino Marta, Viano Pieraldo, de la classa III de l’Escòla Mesana Estatala d’Estròp en Val Maira, endralhats da la professora Lidia Cirillo per lo Projècte “Paratge” a. esc. 1998/99, acompanhat da na caisseta d‘escòut per qui la vòl, avem en bel libre da adobrar dins las escòlas. Chal tenir present que lo mesme libre se retròba decò facilment dins las lengas italiana e francesa. Aquò permet, s’un lo vòl, de far un trabalh trasversal abo l’usatge de diferentas lengas.. E alora racomandem a las escòlas que realizon projècte sus la lenga (decò en relacion a la Lei 482/99) de dotar las mainass d’aqueste bel tèxt.

 

Con la traduzione di Yves Roqueta, adattata all’occitano alpino da Dario Anghilante e Gianna Bianco, con la collaborazione di Ines Cavalcanti, Fredo Valla e i disegni realizzati dagli scolari Aimar Manuela, Aimaretti William, Bernardi Cinzia, Fenoli Maria, Mentini Silvia, Riorda Marco, Rosso Roberta, SchellinoMarta, Viano Pieraldo, della classe III della Scuola Media Statale di Stroppo en Val Maira, seguiti dalla professoressa Lidia Cirillo per il Progetto “Paratge” anno scolastico 1998/99, accompagnato, per chi lo desidera, da una cassetta di ascolto, ecco un bel libro da usare nelle scuole. Bisogna tener presente che il testo si trova anche facilmente nelle versioni italiana e francese. Questo permetto, se si vuole, un lavoro trasversale con l’uso di diverse lingue. Raccomandiamo alle scuole che realizzano progetti sulla lingua (anche in relazione alla Legge 482/99) di dotare i ragazzi di questo bel testo.

 

 

 

ELI

VOCABOLARI A FIGURAS: OCCITAN

Edicion Ousitanio Vivo

 

ÒC

IT

Alegre, simple, bèl adrobrar, lo voacabolari a figuras ELI, en coedicion Eli-Ousitanio Vivo, es un estrument per emprener facilament l’occitan dal jorn d’encuei.

> paraulas contengudas: mai que 1000

> sostantius, vèrbs, adjectius, advèrbs e preposicions

> 35 taulas a temas, dessenhaas a colors

> somari alfabétic des paraulas

Amusant e simple da consultar, lo “Vocabolari a figuras ELI” es un premier estrument interactiu que presenta l’occitan alpin dins una forma referenciala en grafia clàssica mas dona decò la possibilitat d’escriure dapè de chasque paraula una version mai locala o d’una region occitana diferenta.

Decò aqueste libre se tròba dins la version en autras lengas: Italian, Francés, Sard, Friulan, Còrs, …..

Allegro, semplice, facile da usare, il vocabolario a figure ELI, in coedizione “Eli-Ousitanio Vivo”, è uno strumento per apprendere facilmente l’occitano oggi.

< contiene più di 1000 vocaboli

< sostantivi, verbi, aggettivi, avverbi e preposizioni

< 35 tavole, a tema, disegni a colori

< sommario alfabetico delle parole

Piacevole e semplice da consultare, il “Vocabolari a figuras ELI” è un primo strumento interattivo

che presenta l’occitanoalpino in una forma referenziale in grafia classica e offre inoltre la possibilità di scrivere vicino ad ogni vocabolo una versione “a nòsta mòda” o “patouà” dei luoghi nei quali si opera.

Anche questo libro è pubblicato in altre lingue: Italiano, Francese, Sardo, Friulano, Corso, …….

 

Info: Ousitanio Vivo – Via Marconi 26 – 12020 Venasca – Cn – tel. 0175/567606 - 977890 - www.occitania.it/ousitanio - ousitanio.vivo@infosys.it

 

 

Colana Lengas – N. 1

Estòrias africanas

Storie africane - Contes africains – African short stories

Edicion Chambra d’òc

 

ÒC

IT

Duas estòrias africanas: La Carea de Edgard Vallace e L’apetit ven an manjant de Tristan Brnard, abo la traduccion en occitan de Giampiero Audisio. Na maniera per conóisser autras estòrias d’autri país, de demostrar la vitalitat de la lenga occitana encuei, de condivide abo d’emigrants un tòc de lor mond.

Due storie africane: La Sedia di Edgard Vallace e L’appetito viene mangiando di Tristan Bernard, tradotte in occitano da Giampiero Audisio. Un modo per conoscere altre storie di altri paesi, di dimostrare la vitalità della lingua occitana oggi, di condividere con gli emigranti un pezzo del loro mondo.

 

 

Collana Viure la lenga - manuali con allegato cd rom

1-Valadas Occitanas e Occitania Granda: ren d’autre qu’una partia de la planeta

2-Parlar, lèser, escriure en occitan alpin oriental: las valadas occitanas

3-Viaggio nelle valli occitane del Piemonte – Letture e Itinerari

Regione Piemonte – Edizioni Chambra d’òc

 

La trilogia della collana “Viure la lenga”, manuali con cd rom didattici e multimediali promossa dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Chambra d’òc è stata appositamente studiata per essere di supporto a coloro che vogliono avvicinarsi alla lingua e alla cultura occitana. Il primo volume: “Valadas Occitanas e Occitania granda” ci conduce in viaggi tematici nella geografia, nella storia, nella lingua, nelle tradizioni e nell’economia delle valli occitane, il secondo volume “Parlar, Lèser, Escriure en Occitan Alpenc Oriental” è un primo strumento per apprendere a leggere e scrivere l’occitano alpino, il terzo volume “Viaggio nelle valli occitane del Piemonte – Letture e Itinerari” ci porta a scoprire attraverso 25 capitoli e 15 itinerari le valli di lingua d’oc, dalle Valli del Quié all’Alta Val Susa, con una puntata a Guardia Piemontese. I manuali sono scritti in italiano, i cd sono bilingui e contengono testi di letteratura, di storia, canzoni, anedotti, un dizionario di 12000 parole.

Sono stati studiati anche per essere un utile supporto didattico agli insegnanti e agli allievi di scuola Media e Superiore. Un ragazzo che frequenti il Liceo Classico o l’Istituto Magistrale o Scienze dell’Educazione o lingue, potrebbe sicuramente trarre beneficio nella consultazione di questi testi. Così potrebbe sicuramente avvenire per gli insegnanti. Quanti sono i testi che trattano di questi argomenti presentandoli nella loro completezza? E con un linguaggio anche multimediale?

 

Collana Viure lo país

Edizioni Chambra d’oc ( e per alcuni testi in collaborazione con “Il Corriere di Saluzzo”)

 

1 - Navisar ier per esperar deman Ricordare ieri per sperare domani –La memoire d’hier pour un lendemain d’espoir – Remembering yesterdai for a tomorrow of hope

2 - Maschas e Sorcieras entre Ocitània e PiemontMasche e streghe tra Occitania e Piemonte – Masque et Sorcieres entre Occitanie et Piémont – Mascas and Witches between Occitany and Piemonte

3 - Sant Peire de l’Arma: La dança macabra La danza macabra – La dance macabre – The dance of death

4 - 1860-1920 Valle Po: A las sorgents dal torisme Alle sorgenti del turismo – Aux sources du Tourisme – The source of tourism

5 - Elva: La gleisa e Hans Clemer La chiesa e Hans Clemer – L’eglise et Hans Clemer – The church and Hans Clemer

6 - Elva: Lo profum de na comunitat – Il profumo di una comunità – Le parfum d’une communauté – The scent of a community

7 - Elva: Lhi avia un bòt na comba...inviolablaC’era una volta un vallone inviolabile – Il etait une fois un vallon...inviolable – Once upon a time there was an....inviolable gorge

 

La collana quadrilingue (occitano, italiano, francese, inglese) “Viure lo pais” presenta monografie su diversi temi ed argomenti legati alla cultura locale. E’ accompagnata da mostre. L’interesse di questa collana è quella di far conoscere dei luoghi, di raccontare dei periodi storici e dei modi di vita, al fine di comporre come in una specie di puzzle una storia di un territorio che sa comunicare, oggi più che mai emozioni e che è portatore di radicamento. Franco Baudino, Giorgio Di Francesco, Joan Larzac, Sergio Beccio, Yves Roqueta, Alberto Bersani, Gianni Aimar, Ines Cavalcanti, sono gli autori di questi testi. Anita Canonica, Adriana Brancaleone, Luca Quaglia, Dario Anghilante, Gianna Bianco, hanno curato le traduzioni dei testi nelle varie lingue.

 

Info: Chambra d’òc – Chamin Arnaud Danièl 18 – 12020 La Ròcha – Roccabruna – tel. 0171 918971 – 328 3129801 – postel: - chambra.d’oc@afpdronero.it

     

NÒVAS D’OCCITÀNIA

Contacts: Chambra d'òc - Ines Cavalcanti, Chamin Arnaud Danièl 18 - 12020 La Ròcha / Roccabruna - tel. 0171-918971 - cell. 328-3129801 e-mail chambra.d'oc@afpdronero.it

En actuacion de la Lei 482-99 "Nòrmas en matèria de tutèla des minoranças lenguísticas estòricas" e de la Lei Regionala n. 26/90

 

 





Inserito da: Veronesi in data 18/11/2004, 20:31
Scritto in Occitano per la parte Lingue di Internet Padano

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