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Presentazione del pensiero di Gianfranco MIglio
Angelo Veronesi
Questa presentazione ha lo scopo di far ragionare la gente comune sul Federalismo in vista del vero Federalismo. Tutti i giorni la Lega combatte a roma con le armi della democrazia per cambiare questo stato e magari farne uno nuovo. Noi sappiamo che senza la Lega e senza Umberto Bossi, le idee di qualsiasi illustre pensatore federalista sarebbero rimaste solamente lettera morta senza alcun concreto sbocco pratico. Un conto è -infatti- salire in cattedra e declamare pensieri e idee, un conto è poi metterle in pratica. E' importantissimo quindi avere ben chiaro cosa è il Federalismo, perché solo così possiamo aiutare le Riforme. Siamo noi -in prima persona- che dobbiamo raccontare, discutere e far sapere agli altri cosa è il Federalismo, cosa è lo spirito di Comunità, la responsabilità sociale e politica e la partecipazione diretta alla democrazia, che troppo spesso i nostri concittadini hanno dimenticato. Proprio con questo spirito abbiamo deciso di parlare di Federalismo partendo proprio da Miglio. E' necessario quindi da parte nostra studiare cosa hanno detto i grandi pensatori per poi metterlo in pratica quotidianamente.
Dal punto di vista accademico -oggi- chiunque si occupi di federalismo non può prescindere dal contributo essenziale che Miglio diede alla storia dello stato moderno e alle idee federali. Basta guardare le bibliografie e i libri di settore per rendersene conto: tutti citano Miglio da questa e dall'altra parte dell'Atlantico. Nello stato -in cui purtroppo ci hanno rinchiusi- il dibattito sul federalismo è da sempre osteggiato, al contrario che negli altri paesi europei e americani. Se -ad esempio- in Europa il federalismo viene dibattuto in seno ad ambienti della “nouvelle droite”, pensiamo ad esempio ad Alain de Benoist, in America gli stessi concetti vengono portati avanti dalla “new left”, in particolare dalla rivista “Telos”.
Quali sono questi concetti?
Il rilancio del federalismo inteso come premessa indispensabile di un modello di democrazia partecipativa basato su forti istanze comunitarie, sul decentramento dei poteri e sul rifiuto della tradizionale contrapposizione destra/sinistra. Queste tematiche non trovano accoglimento nel sistema italiano se non grazie alla Lega Nord per l'Indipendenza della Padania, che -guarda caso- si dipinge giustamente come un movimento trasversale che rifiuta la catalogazione ideologica destra/sinistra, scegliendo invece di portare avanti interessi comunitari: quelli dei popoli padano-alpini. I vecchi detentori del potere, quelli “del buco”, quelli che avrebbero dovuto essere messi al muro (come disse giustamente Umberto Bossi, quando fu Ministro delle Riforme), cercarono dapprima di distruggere la Lega per distruggere le sue idee federaliste, poi, in un secondo tempo, quando tutti dicevano di essere diventati federalisti, cercarono di accaparrarsi consenso elettorale vestendo l'idea federalista di diversi aggettivi per sminuirne la portata e contrastare così la rivoluzione in atto.
Parlare di federalismo oggi è una necessità, discuterne e sapere di cosa si sta trattando è imprescindibile per chi oggi si interessa di politica.
Cosa ha il pensiero di Miglio di così rivoluzionario e imprescindibile per chi vuol parlare di federalismo?
Per capirlo bisogna fare un passo indietro. In passato il federalismo fu visto come un metodo per unificare popoli diversi sotto un unico stato. Basti pensare ai modelli federali di Stati Uniti e Confederazione Elvetica, dove popoli diversi per lingua, religione e cultura fanno parte di un unico stato. A lungo andare la tendenza alla centralizzazione e alla burocratizzazione dello stato-nazione, determina però una minaccia consistente alla struttura federale e tende a rimpiazzarla con un governo unitario dove la democrazia partecipativa è impossibile e la democrazia rappresentativa degenera rapidamente in una specie di oligarchia, dove le decisioni vere non vengono più prese dal popolo, ma da interessi particolari predominanti (lobby) che manipolano il risultato delle votazioni a loro piacere. I cittadini vengono de-responsabilizzati - perché esautorati dal loro ruolo decisionale - perdono interesse per la partecipazione politica e cresce l'astensionismo. Miglio risolve questi problemi e supera il concetto di federalismo tradizionale (di impronta nord-americana) orientato verso l'unità e il disconoscimento delle pluralità. Il neo-federalismo di Miglio è teso alla salvaguardia e alla rivalutazione proprio delle pluralità a partire dalla dissoluzione dello stato-nazione ed alla sua riformulazione tramite gli importanti concetti di sussidiarietà e diritto di secessione. Miglio presuppone l'esistenza di una costituzione intesa come patto di federazione, alla quale i membri sono liberi di partecipare, oppure all'occorrenza di secedere: una costituzione de-sacralizzata e assolutamente non cristallizzata, ma continuamente modificabile e contrattabile a seconda delle diverse esigenze delle comunità umane. Comunità che -nel pensiero migliano- acquistano uno status politico, poiché al loro interno il singolo individuo, il Comune, il pubblico e il privato sono chiamati a partecipare attivamente alla vita sociale e politica. Come? Attraverso la sussidiarietà che -unica- può dare risposta alle esigenze particolari efficacemente e con strumenti molto più flessibili e dinamici. Cosa vuol dire sussidiarietà? Significa che la centralizzazione dei compiti dovrebbe aver luogo solo quando e dove essi non possano essere gestiti con la stessa efficienza ad un livello più basso. Non solo. Sussidiarietà vuol anche dire che il voto popolare è superiore a qualsiasi legge dello stato, ovvero è il primato della società civile sullo stato. Sussidiarietà è anche una rivoluzione morale che si declina con solidarietà, che non vuol dire né collettivismo sinistrorso né assistenzialismo democristiano, ma il rispetto e il ripristino della responsabilità dei singoli e delle comunità nelle funzioni sociali. Appunto attraverso questa responsabilizzazione sociale e politica, che Miglio sostiene: “ Con il consenso della gente si può fare di tutto: cambiare il governo, sostituire la bandiera, unirsi a un altro paese, formarne uno nuovo”. Sotto questo augurio per la Padania vi invito a seguire i link di approfondimento. (tratto dall'incontro pubblico su Miglio ed il Federalismo del 7/11/2003 a Gerenzano (VA))
PER APPROFONDIRE:
Il Cisalpino, 27 aprile 1945: la vera resistenza federalista (Gianfranco Milio) Federalismo, riforma per uomini liberi (Scritti raccolti nello speciale Gianfranco Miglio: un uomo libero, Quaderni Padani n.37-38, 2001 ) Quaderni Padani 37/38 prima parte: Speciale Gianfranco Miglio Quaderni Padani 37/38 seconda parte: Speciale Gianfranco Miglio
Inserito da: Veronesi in data 21/4/2007, 20:55
Scritto in Toscano per la parte Federalismo di Internet Padano
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