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Padania: il nome della nostra patria. Breve bibliografia ragionata

www.allaricercadelsole.com


Il sostantivo Padania è entrato nell’uso comune da pochi anni, ma in realtà esiste ed è utilizzato da circa un secolo. Breve viaggio tra i testi che da un secolo raccontano la Padania e tra quelli che colpevolmente ancora non la citano. Con un omaggio al grande “figlio di Po”, Gianni Brera.


Noi padani siamo abituati a chiamare la nostra terra Padania e questo nome ci è ormai tanto familiare da non chiederci forse più neppure da dove deriva. Etimologicamente deriva dal celtico Pad, a sua volta ripreso dal latino Padus che indica l’antico nome del fiume Po; con cura ne han già parlato illustri padanisti proprio sui Quaderni, pertanto questa ricerca si pone necessariamente obiettivi diversi. Lo scopo è in realtà di capire quando appaia per la prima volta questo termine, chi lo usi, in quale contesto.
Per redigere la bibliografia che segue sono stati consultati sia gli schedari del sistema bibliotecario pubblico, sia i cataloghi di molti studi bibliografici privati che hanno permesso di individuare ben 87 testi in cui compare il termine Padania. La maggior parte di questi testi presenta già nel titolo o nel sottotitolo il sostantivo Padania e devo ammettere che la loro individuazione è stata facilitata dall’informatizzazione di molti schedari e cataloghi. Alcuni testi invece hanno svelato il nome Padania solo dopo un’attenta lettura e sicuramente esistono numerose altre pubblicazioni che dovrebbero esser lette o per lo meno sfogliate per scoprire che tra le loro righe nascondono Padania. Ancor più importante risulta comprendere cosa intendano indicare di volta in volta i vari autori, quali concetti, quali luoghi includano nella loro Padania.
Rimangono esclusi dalla presente ricerca i testi, che pur riportando il nome Padania, siano stati pubblicati posteriormente al 1995 anno in cui vi fu una grande diffusione del termine dovuta ad avvenimenti politici. È possibile infatti che i testi pubblicati posteriormente a tale data possano essere frutto degli accadimenti politici stessi e non più un precedente storico cui rifarsi. A conferma della validità della data scelta basti citare Sergio Salvi che ne “La lingua padana e i suoi dialetti” edito nel 1999, scrive “Occitania è entrato nell’uso comune circa quaranta anni fa; Padania soltanto da quattro”.
In termini cronologici il primo libro che riporta tra le sue righe Padania è un articolo intitolato “Sulla permanenza del significato estensivo del nome di Lombardia” scritto da Gian Lodovico Bertolini risalente al 1903 e pubblicato sul Bollettino della società geografica italiana seguito nel 1910 dal manuale Hoepli “Geografia economica e sociale dell’Italia” di Angelo Mariani. Vi sono poi due testi pubblicati alla metà degli anni venti, “Attraverso la Padania Orientale nei tempi antichi. Appunti di geografia economica.” di Pietro Bellemo del 1924 e “Consiglia a Madlen – Racconti di Padania” di Bongiovanni Giannetto del 1925. Alla metà degli anni Trenta appare un piccolo fascicolo di 25 pagine dal titolo “Costituzione e storia geologica d’Italia” ad opera di Ettore Ricci.
In seguito però mancano, per lo meno apparentemente, altre pubblicazioni per un lungo lasso di tempo, precisamente fino al 1961 quando a Francoforte viene dato alle stampe “das Landschaftsgefuge der Padania” di Lehmann Herbert. Ciò testimonia anche la diffusione internazionale che il termine Padania ha raggiunto già a partire dagli anni Sessanta. A questo proposito mi sia concessa una breve parentesi: un’ulteriore prova, tra le tante, della diffusione internazionale del termine è data, ad esempio, dal convegno internazionale svoltosi a Milano il 16 - 17 Dicembre 1977 promosso dall'istituto di Geografia Umana e dall'Istituto di Storia Medioevale e Moderna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Milano in collaborazione con l'Associazione Italo-Svizzera ed intitolato “Territorio e scelte politiche regionali: la Svizzera un'esperienza da studiare pensando alla Padania”.
Ritornando a Lehmann Herbert, nel 1962 il suo testo viene subito ripreso e commentato da Francesco Rodolico con l’articolo “Aspetti geografici dell'architettura nella Padania: a proposito di uno studio di H. Lehmann sulle regioni artistiche” estratto dalla “Rivista geografica italiana”.
Continuando il percorso cronologico l’anno seguente appare “Invectiva ad Patrem Padum” articolo pubblicato su "Il Guerin Sportivo" del 28 Novembre 1963. L’autore che nell’articolo cita per due volte la Padania, specificando chiaramente che con ciò intende “la Gallia cis e trans padana” non poteva che essere il grandissimo Gianni Brera cui forse va il merito di essere stato il primo vero padanista, un “figlio di Po” che non solo ha usato senza timore il termine Padania, ma che ha dato per tutta la vita una splendida testimonianza di amore nei confronti della sua terra. A questo proposito vale la pena di ricordare che in questo stesso articolo Brera si rammarica, e come lui tutti noi, perchè La Padania non è mai riuscita a trasformasi in uno stato politicamente unito: “… perché Po non era un fiume, altrimenti Venezia l'avrebbe risalito più in forze - dico con navi idonee - e avrebbe sottratto la Padania alle ricorrenti follie papaline e alemanne del Sacro Romano Impero, avrebbe avuto sufficienti derrate alimentari, ineguagliabili artigiani del ferro e tessitori di lana e di seta raffinatissimi; avrebbe avuto ottimo vino da esportare in tutta Europa e sarebbe stata la più ricca nazione del mondo. Invece si è sempre inghiaiata a valle di Cremona e non ce l'ha mai fatta a sottomettere Milano (200.000 abitanti) e le altre verdi contrade padane fino a Torino, vezzoso borgo di 12.000 anime (inalora)”.
A queste bellissime parole seguono due pubblicazioni scientifiche, interessanti ma obiettivamente meno esaltanti, datate 1966 e riguardanti nuovi ibridi di mais selezionati per la Padania, finchè dal 1971 in poi ogni anno registra la pubblicazione di uno o più testi (vedasi l’elenco completo in fine articolo ed eventuali futuri aggiornamenti sul sito www.allaricercadelsole.com).

Gli argomenti trattati dai vari testi individuati sono molteplici e decisamente di vario genere. La scienza che per prima dà spazio alla Padania è la Geografia; fino agli anni Sessanta infatti la quasi totalità delle pubblicazioni si occupa, a vario titolo, di geografia. In seguito però si agginugono molti altri temi: geologia, storia, agraria, ma anche letteratura, pianificazione territoriale ed arte, sorprendentemente arte contemporanea anche con richiami alla sfera del magico e del fantastico (Padania fantastica. Indagine sull'arte visionaria e surreale, 1977; Fantasmi e sogni della Padania, 1990; Gli animali fantastici della Padania, 1992). A conferma del forte legame tra Padania ed arte va ricordata anche l’esistenza della “Galleria d’Arte Padania”, ma la vitalità che ha accompagnato il termine Padania specie negli anni Settanta, ma non solo, ha prodotto anche riviste, comitati ed una casa editrice tutte con questo nome.
Forse ancor più interessante è riportare i luoghi, i paesi, le città che a dire dei vari autori apparterrebbero alla Padania, così da poterle dar forma. Va però precisato che non è stato possibile consultare che pochi testi tra quelli riportati in bibliografia e che rimane ancora molto lavoro da fare; a questo proposito sarebbe molto gradita la collaborazione di tutti i lettori.
Il già citato manuale Hoepli intitolato “Geografia economico sociale dell'Italia” divide la trattazione dell’argomento in tre parti distinte e denominate Padania – Appenninia – Corsica. Analogamente avviene in “Costituzione e storia geologica d’Italia” di Ettore Ricci che nel 1935 affianca alla Padania anche l’Alpinia, oltre alla già citata Appenninia e alle isole. Un discorso simile è ipotizzabile per il catalogo d’opere d’arte intitolato “Padania, Etruria e Magna Grecia” di Giansiracusa Paolo risalente al 1988.
Di notevole interesse sono anche due pubblicazioni del Touring Club Italiano appartenenti alla collana “Capire l’Italia”. La prima edita nel 1977 con il titolo “I paesaggi umani” propone un articolo intitolato “La Padania” a firma di C. Saibene in cui si descrivono due itinerari, il primo dei quali si snoda nella pianura lombarda – Milano, Sant’Angelo Lodigiano (LO), Codogno (MI), Crema (CR), Calusco d’Adda (BG), Carate Brianza (MZ) – mentre il secondo si sviluppa nella pianura veneto friulana – Udine, Palmanova (UD), Portogruaro (VE), Oderzo (TV), Asolo (TV), Bassano del Grappa (VI).
La seconda pubblicazione del TCI edita nel 1981 con il titolo di “Campagna e industria” presenta un articolo intitolato “I musei del lavoro contadino e artigiano nella Padania” a firma di M. Tozzi Fontana. Partendo dal museo di Sant’Angelo Lodigiano, seguono quelli di Monticelli d’Ongina (PC), Colorno (PR), Ozzano Taro (PR), Bardi (PR), San Martino in Rio (RE), San Benedetto Po (MA), Gaggio, frazione di Castelfranco (MO), San Martino di Bentivoglio (BO), Dozza (BO), Brisighella (RA), Forli (FC), Cesena (FC), Sant’Arcangelo di Romagna (FC) per concludere il viaggio a Cesenatico (FC).
Numerosi altri sono i luoghi segnalati come facenti parte della Padania e tra questi vi è una forte prevalenza di località lombarde, emiliane e romagnole - Pavia, Casteggio (PV), Piacenza, Cremona, Reggio Emilia, Reggiolo (RE), Rubiera (RE), Cesena, Faenza (RA) - anche se non va trascurata la presenza di Tarvisio (UD) e Frejus; in ogni caso spicca per numero di citazioni Mantova e la sua provincia (Mantova, Castel d'Ario, Sabbioneta, Viadana, San Benedetto Po). Mantova può esser considerata il centro geografico della Padania come suggerisce anche “Ducato di Mantova, cuore della Padania” del 1987 ed è stata inoltre sede del comitato “Mantova – Padania 77”.

Interessante inoltre è anche capire chi si occupi di diffondere il concetto Padania; la maggior parte degli autori e degli editori (quando non si tratti di editori di professione) appartengono ad istituzioni della medio - alto borghesia (si notino l’Unione delle Camere di Commercio della Lombardia, l’Union Camere Emilia Romagna, la Fondazione Gianni Agnelli, la Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano, la Federazione regionale degli industriali del Veneto) o provengono dal mondo della cultura universitaria, ma non solo (CNR, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Venezia, Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Roma, Centro culturale città di Cremona, Centro culturale G. Taddia di Pieve di Cento, Società piemontese di belle arti, Touring Club Italiano, Museo civico polironiano, Circolo della stampa di Milano, Accademia dei Concordi di Rovigo, Museo civico di storia naturale di Ferrara).
Ciò nonostante sono presenti anche autori ed editori di ispirazione totalmente diversa, basti ricordare “Padania: storia, cultura, istituzioni. Rivista semestrale dell'Istituto di storia contemporanea del movimento operaio e contadino. Ferrara” edita dal 1987 al 1994 oppure “1889 - 1989: 100 anni di stampa socialista nella bassa Padania”di Marco Pecoraro, Marsilio editore, 1989. Il termine Padania quindi è stato usato proprio da tutti e con una terminologia superata potremmo affermare che è stato sia sulle labbra dei “padroni” che dei “proletari”.
A conferma dell’ampia diffusione si pensi che se il sostantivo Padania è presente in ben quattro tesi universitarie:
1.Le vie di comunicazione tra Genova e la Padania nell'età moderna. Genova: Università degli studi di Genova, 1973;
2.Progettazione territoriale nella Padania: il "destra Po - sinistra Secchia" nel mantovano. Firenze: Università degli studi di Firenze, 1987;
3.Viaggiatori francesi nella Padania nella seconda metà del settecento. Milano, Università degli studi di Milano, 1990;
4.La meccanizzazione agricola in Padania (1860 - 1914) nella stampa periodica coeva. Milano, Università degli studi di Milano, 1994;
è altrettanto vero che Padania è anche l’argomento di una ricerca di scuola media: “Ricerca sulla Padania”, scuola media statale M. E. Lepido, Reggio Emilia, classe 1H, anno scolastico 1982-1983; ricerca che ovviamente non ha trovato i soldi per andare in stampa, ma che è comunque disponibile tramite riproduzione fotostatica.

Il discorso cambia nettamente se si analizzano vocabolari ed enciclopedie. Il termine Padania non compare praticamente in nessun dizionario, eccezion fatta per “Il Lessico universale italiano di lingua, lettere, arti, scienze e tecnica” del 1975 edito dall’Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani. Nel volume XV è infatti riportata la voce Padania cui si accompagna la seguente definizione: "Altro nome con il quale si indica la pianura padana. La P. superiore comprende il territorio della pianura piemontese, l'inferiore quella della pianura lombardo e veneta”; purtroppo però l’autore si dimentica, come minimo, delle pianure emiliana, romagnola e friulana.
Non v’è traccia di Padania nei dizionari della lingua italiana. Si prenda ad esempio lo Zingarelli del 1942, dedicato a Benito Mussolini “restauratore delle sorti d’Italia”, che non solo non riporta il sostantivo “Padania”, ma neppure l’aggettivo “padano”. Per contro alla voce Italia si può leggere la seguente definizione “Grande paese chiuso nella parte continentale dalla catena delle Alpi, che cominciando dalle Marittime a Occidente, salgono alla Vetta d’Italia nell’Alto Adige e si stendono ad Oriente con le Dinariche, allungata come penisola nel Mediterraneo, coronata da grandi isole sino a Malta e Lampedusa alla cui unità geografica fa riscontro l’unità etnica, linguistica e civile”. Compaiono inoltre “Italianissimo”, ovvero “italiano molto amante del suo paese, di schietti sentimenti”, “Italianissimamente” e soprattutto il sinistro “Italianizzare”.
Nel secondo dopo guerra si assiste alla comparsa dell’aggettivo Padano ovvero “del Po, della Valle del Po” e solo in seguito del sostantivo Padanità che indica il “complesso di elementi distintivi della Valle Padana e dei suoi abitanti” come ci spiega lo Zingarelli nel 1986. In ogni caso Padania non compare, anzi ad onor del vero scompare addirittura il sostantivo Italia che non viene più riportato dai dizionari. Si può inoltre apprendere dalle edizioni più recenti dello Zingarelli (2005 e 2006) l’anno in cui per la prima volta è stato usato ogni singolo termine e così scopriamo che Padano risale almeno al 1895 (anche se il DEI lo retrodata fino al XVIII secolo senza però citare il testo in cui il termine sarebbe presente) e Padanità risale al 1958.
Padania non compare neppure nella regina di tutte le enciclopedie, la prestigiosa Treccani edita nel 1933, né è presente nel Grande Dizionario Enciclopedico UTET del 1957; entrambe le opere si limitano a riportare solo “PADANA PIANURA, vedi ITALIA”.
È pur vero che la Treccani viene pubblicata nel 1933 ed è dedicata a Vittorio Emanuele III Re d’Italia, lo stesso che qualche anno dopo sarà anche Imperatore d’Etiopia come ci informa nel 1938 la dedica aggiornata della prima Appendice della Treccani stessa. È difficile ipotizzare che testi pubblicati durante il Ventennio potessero dare, anche volendo, un minimo spazio alla voce Padania, in un’epoca in cui tutto ruotava attorno all’Italia e all’italianità, ma forse sarebbe meglio dire all’italianizzazione. La situazione però non cambia neppure dopo il 1945, nessuna enciclopedia infatti, sia che si tratti di una nuova pubblicazione, sia che si tratti di aggiornamenti di opere in precedenza edite, trova un piccolo spazio tra le sue pagine per ospitare Padania.
Inoltre controllando, per pura curiosità, anche nelle edizioni posteriori al 1995, senza in ogni caso tenerne conto nella bibliografia, non c’è traccia in nessuna delle opere consultate, oserei dire colpevolmente a questo punto, di Padania, eccezion fatta per l’Enciclopedia De Agostini del 2000.
Ciò è estremamente singolare specie se si pensa al grande utilizzo che è stato fatto di questo nome anche sui mezzi di comunicazione di massa dalla seconda metà degli anni novanta in poi. Inevitabilmente ritorna alla memoria l’incipit di “Come si chiama questa terra?” di Gilberto Oneto pubblicato su questi stessi Quaderni: “Privare un essere vivente o un popolo del proprio nome significa distruggerne l’identità ed annullarne l’esistenza. Secondo credenze diffuse soprattutto nell’antico Egitto, in Palestina e nel mondo primitivo mediterraneo, il nome è infatti molto più che un semplice segno di identificazione: esso è una dimensione essenziale dell’identità che rappresenta. Pronunciando, scrivendo o conservando un nome si fa vivere o sopravvivere l’entità che indica; la sua dimenticanza ne comporta la cancellazione fra gli esseri viventi”.
Non posso quindi che concludere ripetendo una volta ancora il bel nome della nostra terra: Padania.

1

1.Bertolini, Gian Lodovico. Sulla permanenza del significato estensivo del nome di Lombardia, estratto dal Bollettino della Società geografica italiana, XXXVII, pagg. 345 – 349, 1903.
2.Mariani, Angelo. Geografia economico sociale dell'Italia. Milano: Hoepli, 1910.

3.Bellemo, Pietro. Attraverso la Padania Orientale nei tempi antichi. Appunti di geografia economica. Milano: Società editrice Vita e Pensiero, 1924.

4.Bongiovanni, Giannetto. Consiglia a Madlen - Racconti di Padania. Milano: Sonzogno, 1925. Prefazione di Raffaele Calzini.

5.Ricci, Ettore. Costituzione e storia geologica d’Italia. Roma, 1935.

6.Lehmann, Herbert. das Landschaftsgefuge der Padania. Frankfurt: s.e, 1961. 

7.Rodolico, Francesco. Aspetti geografici dell'architettura nella Padania: a proposito di uno studio di H. Lehmann sulle regioni artistiche. Estratto da "Rivista geografica italiana". Firenze: Tipografia Bruno Coppini, Giugno 1962.

8.Brera, Gianni. Invectiva ad Patrem Padum. Estratto da "Il Guerin Sportivo" del 28 Novembre 1963.

9.Lanza, Felice – Bertolini, M. Insubria 511: nuovo ibrido di primo raccolto per la Padania e per l'Italia adriatico-jonica. Estratto da "Annali della stazione agraria sperimentale di Modena" e da "Maydica", 1966.

10.Lanza, Felice – Bertolini, M. Insubria 651: nuovo ibrido di primo raccolto per la Padania e per l'Italia tirrenica. Estratto da "Annali della stazione agraria sperimentale di Modena" e "Maydica", 1966.

11.Guderzo, Giulio. La politica dei trafori e la scelta del Frejus nel programma di sviluppo della Padania subalpina. Torino: Accademia delle Scienze, 1971. 

12.Grottolo, Tullio, Il verde in autostrada, Roma, 1971.

13.Beltrame, Carlo. I rapporti asse francese del Rodano - Padania e la direttrice padana Tarvisio - Ciriese. S.l, s.e, 1972.

14.Tassistro, Giuseppe. Le vie di comunicazione tra Genova e la Padania nell'età moderna. Genova: Università degli studi di Genova, 1973. Tesi di laurea, relatore Eraldo Leardi.

15.Ropa, Giampaolo. Liturgia, cultura e tradizione in Padania nei secoli XI e XII: i manoscritti liturgico musicali. Bologna: Amis, 1973. 

16.Di Capua, Giovanni. Il pretore di Padania. Roma: Ebe, 1974. 

17.AA. VV. Lessico universale italiano di lingua, lettere, arti, scienze e tecnica. Roma: Istituto dell'Enciclopedia italiana fondato da Giovanni Treccani, 1975.

18.Cappellin R. La “Padania” confronto con altre macroregioni italiane. Milano, 1975.

19.Sarmasi, Enzo e altri. Padania. S.l, Calderini editore, 1975. Edizione in cofanetto di 4 volumi intitolati:
1)Le torri dietro l'argine: il Po da Pavia a Piacenza e Cremona;
2)Gonzaga e biciclette: il Po reggiano e mantovano.
3)E l'uomo creò la terra: il Po tra Casalmaggiore, Colorno, Sabbioneta e Viadana.
4)Il fiume cerca il mare: il Po nel delta.
A ogni volume è allegato un fascicolo con la descrizione dei comuni rivieraschi interessati. Introduzione di Cesare Zavattini. Ristampato nel 1978 e nel 1981.

20.Ghinzelli, Adolfo. Viadana oggi: un paese in Padania. Viadana: Editrice Castello, 1976.

21.Ghinzelli, Adolfo. Vecchia Padania. Viadana: Editrice Castello, 1977. Presentato da Cesare Zavattini, diviso in "Il Po" e "I lavoratori della terra".

22.Saibene, C. La Padania. Estratto da “I paesaggi umani”, collana “Capire l’Italia – Itinerari”. Milano: Touring Club Italiano, 1977.

23.Centro culturale G. Taddia di Pieve di Cento.
Padania fantastica. Indagine sull'arte visionaria e surreale. Galleria Comunale di Palazzo D'Accursio, Bologna. S.l: Bomporto Arte's, 1977.

24.Centro culturale G. Taddia di Pieve di Cento.
Padania fantastica. Indagine sull'arte visionaria e surreale. Pinacoteca di stato, Palazzo Valloni, San Marino. S.l, Bomporto Arte's, 1977.  

25.Centro culturale G. Taddia di Pieve di Cento.
Padania fantastica. Indagine sull'arte visionaria e surreale. Salone della Trinità, via degli Ardigo, Mantova. S.l, Bomporto Arte's, 1977.  

26.Centro culturale G. Taddia di Pieve di Cento.
Padania fantastica. Indagine sull'arte visionaria e surreale. Centro culturale città di Cremona. S.l, Bomporto Arte's, 1977.  

27.AA. VV: Padania il fantastico, cultura e territorio, le immagini. Cremona: Centro Culturale città di Cremona, 1977.

28.Centro culturale G. Taddia di Pieve di Cento. Cultura letteraria e tradizione popolare in Teofilo Folengo: atti del convegno di studio promosso dall'Accademia Virgiliana e dal Comitato Mantova Padania 77. S.l, Feltrinelli, 1979.

29.Racine Jean Bernard, Riffestin Claude, Ruffy Victor, Filippo Guidi Agostini e altri.
Territorialità e paradigma centro - periferia. La Svizzera e la Padania. Atti del colloquio internazionale sul tema "Territorio e scelte politiche regionali: la Svizzera un'esperienza da studiare pensando alla Padania". Milano: Unicopoli, 1978
Colloquio internazionale svoltosi a Milano, 16 - 17 Dicembre 1977 promosso dall'istituto di Geografia Umana e dall'Istituto di Storia Medioevale e Moderna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Milano in collaborazione con l'Associazione Italo - Svizzera.

30.Del Bue, Stefano. Padania: cultura e territorio. Una mostra in costruzione. Reggio Emilia: Comitato valorizzazione turistica delle aree padane dell'Emilia Romagna, 1978.

31.Signorelli, Bruno. Progetti, attività, realizzazioni di ingegneri militari nell'ambito dei territori sabaudi e della Padania subalpina. Bollettino della Società Piemontese di Belle Arti. Torino: 1978.  

32.Rocchi, Benito. La bigolada di Castel d'Ario nel mantovano: la più curiosa festa della Padania. Mantova: Citem, 1979.

33.Corsi, Carlo. Corsi: Reggiolo 8 - 30 Novembre 1980, Padania galleria d'arte. Reggiolo (RE): s.e, 1980. Catalogo della mostra.

34.Tozzi Fontana, M. I musei del lavoro contadino e artigiano nella Padania. Estratto da “Campagna e industria”, Collana “Capire l’Italia”. Milano: Touring Club Italiano, 1981.

35.Comitato per la valorizzazione turistica delle aree padane nell'Emilia Romagna.
Padania : Cultura e territorio. S,l: Tecnograf, 1981.
Il materiale riprodotto è tratto dall'omonima mostra del 1978: Padania cultura e territorio.

36.Università degli Studi di Venezia - Laboratorio di geografia economica.
Territorio e industria: le aree monoproduttive nella Padania orientale. Testo dei principali interventi presentati nel corso dei seminari tenuti nell'anno accademico 1980/1981. Venezia: Federazione regionale degli industriali del Veneto, 1982.

37.Scuola media statale M. E. Lepido, Reggio Emilia, classe 1H, anno scolastico 1982 -1983. Ricerca sulla Padania. S.l, s.e, 1983.

38.Museo Civico Polironiano. Pietre fatte a mano: le fornaci in Padania e altri studi. San Benedetto Po (Ma): Museo Civico Polironiano, 1985.

39.AA. VV. La Padania una regione che vuole esistere: convegno - proposta, Milano, Circolo della Stampa 4 Dicembre 1986. Milano: s.e, 1986.

40.Giusberti, Fabio e Guenzi, Alberto. Spazi ed economie: l'aspetto economico di due territori della Padania inferiore. Bologna: Il Mulino, 1986.

41.AA. VV. Padania: storia, cultura, istituzioni. Rivista semestrale dell'Istituto di storia contemporanea del movimento operaio e contadino; Ferrara. Torino: Rosenberg & Sellier, 1987 – 1994.

42.Bellodi Anna, Cremaschi Roberto, Roversi Andrea, Pizzialo Giorgio. Progettazione territoriale nella Padania: il "destra Po - sinistra Secchia" nel mantovano. Firenze: Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Archittettura, 1987. Tesi di laurea.

43.Vecchi, Giuseppe. L'ars musica di Marchetto e l'ambiente culturale di Cesena nella Padania del Trecento. Cesena: Comune di Cesena, 1987.

44.Chiazzi, Bruno. Il ducato di Mantova, cuore della Padania: poste e comunicazione prima della rivoluzione. Milano: Franco Angeli, 1987. 

45.Giansiracusa, Paolo. Padania, Etruria e Magna Grecia. Milano: Fabbri, 1988.

46.Prof. Hull, Geoffry: La lingua padanese. Articolo pubblicato in due parti; estratto da “Etnie” pag. 50-52, n° 13, 1987 e da “Etnie” pag. 66-70, n° 14, 1988.

47.Pecoraro, Marco. 1889 - 1989: 100 anni di stampa socialista nella bassa Padania. S.l: Marsilio, 1989. 

48.Calzolari, Mauro. Padania romana: ricerche archeologiche e paleoambientali nella pianura tra il Mincio e il Tartaro. S.l: s.e, 1989.

49.Emanuel, Cesare. Le trasformazioni recenti delle reti urbane nella Padania centro orientale. Milano: CNR, 1989.

50.AA. VV. Ambiente e acque della Padania. Situazioni, ricerche, proposte. - Atti del convegno. Rovigo 3 Marzo 1989. Padova: Accademia dei Concordi di Rovigo, 1991.

51.Baldo, Gianni e Guerra, Benvenuto. Di/segno in segno attraverso la Padania. S.l: s.e, 1990. Catalogo mostra ex forte di Borgoforte, 8 - 25 Aprile 1990.

52.Baldo, Gianni e Benfatti, Mario. Fantasmi e sogni della Padania. S.l: s.e, 1990.
Disegni inediti di Gianni Baldo e altri, racconti inediti di Mario Benatti e altri. Con il patrocinio dell'Amm. Comunale di Reggiolo (RE).

53.AA. VV. 183: una legge per la salvaguardia della Padania e il recupero dell'ecosistema: atti del Convegno di Mantova Palazzo Te. S.l: Fondazione Po 2000 – 1990, 1990.

54.AA. VV. Arel Padania: trimestrale di informazione e documentazione dell'Arel di Mantova. S.l: Arel, 1990.

55.AA. VV. Padania: tra Cronache e Ultimi Naturalisti. Roma: 5-55 centro culturale, 1990. Catalogo della mostra.

56.AA. VV. Alvaro - Padania. Disegni di Alvaro, poesie di Manzoni Franco.
S.l: Grafiche Ceresoli. 1990. Introduzione di Roberto Sanesi.

57.Emanuel C. – Dematteis G. Reti urbane minori e deconcentrazione metropolitana nella Padania centro - occidentale. Estratto da Studi sui sistemi urbani a cura di Martellato D. e Sforzi F. Milano 1990.

58.Trabucchi, Gaia. Viaggiatori francesi nella Padania nella seconda metà del settecento.
Milano: Università degli Studi di Milano, Facoltà di lettere e filosofia, 1990. Tesi di laurea, relatore F. Barbieri.

59.AA. VV. Per le antiche contrade. Carte geografiche della Padania. Vigevano: Diakronia/Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano, 1991. 

60.Bongiovanni, Giannetto. Il ceppo: racconti di Padania. Milano: Il Campanile, 1991.
A cura di Adolfo Ghinzelli, prefazione di Luigi Bedulli.

61.Patroncini, Luciano. I cippi di Rubiera: un nuovo capitolo di storia riguardante la presenza degli Etruschi in Padania. Reggio Emilia: s.e, 1991.

62.AA. VV. La scomparsa del bracciantato nell'area padana. Convegno di studi, 8° seminario di Padania, Mantova, 24 - 25 Ottobre 1991. Mantova: testo dattiloscritto, 1991.

63.AA. VV. Padania: società, ambiente, economia, tradizioni. Milano: Editoriale Padania, 1992. Periodico mensile, primo numero Gennaio 1992.

64.A cura di Cavazzoli, Fabio M. Gli animali fantastici della Padania. S.l: s.e, 1992.
Opere di Nani Tedeschi. Catalogo della mostra, Gonzaga, ex convento di S. Maria, 5-13 settembre 1992.

65.Anselmi, Gian Mario. Il tempo ritrovato: Padania e Umanesimo tra erudizione e storiografia. Modena: Mucchi, 1992.

66.Bramanti, Alberto. La Padania una regione italiana in Europa. Torino: Edizioni della Fondazione Gianni Agnelli, 1992.

67.Pienotti, Romano (e altri?). Le cascine della Padania. San Mauro Pascoli (FC): Tipolito Baiardi, 1992.

68.Bolla, Guido e Imperatore, Luigi. Da Ambrogio a Bossi: lotte per la libertà nella Padania. Milano: edito in proprio, 1992.

69.Camporesi, Piero. Le vie del latte dalla Padania alla steppa. S.l: Garzanti, 1993.

70.AA: VV. Lavori nella Padania. Cremona: Turris, 1993. Foto di Briselli, Luigi. Testi di Lodi Mario ed Del Canto Egidio.

71.Genovesi, Giovanni. Infanzia in Padania: condizioni educative e scuola nell'area padana tra '800 e '900. Ferrara: Corso, 1993.

72.Dal bosco A. e Brughi C. Entità fatate della Padania - ovvero trattato dei draghi, fate, folletti e altre strane creature che possono apparire in questa terra, dei loro usi e costumi e di alcune loro gesta ed imprese. Milano: Edizioni della Terra di Mezzo, 1993.

73.Detragiache A. e Rossetto G. Per il progetto Padania. Torino: Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, 1993.
Primo tomo "La Padania e le regioni d'Europa"; secondo tomo "La geografia delle aree di sviluppo della Padania".

74.Detragiache A. e Rossetto G. Per il progetto Padania. Fase seconda. Le reti per l'innovazione: per una geografia dei sistemi innovativi locali. Torino: Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, 1993.

75.Gruppo M.E.T.I.S. Seminario il trasporto per lo sviluppo delle regioni del nord italia. Trasporto in atto e ruolo del sistema camerale italiano. I porti della Padania: le ragioni di una crisi. Novara: Istituto Guglielmo Tagliacarte, 1993.

76.Tedeschi, Lorenzo. Un’isola bianca nella rossa Padania, momenti e figure del cattolicesimo democratico faentino. Urbino: Quattro Venti, 1993.

77.A.A. V.V. Il duca Ercole I e il suo architetto Biagio Rosseti: architettura e città nella Padania subalpina. Roma: Kappa - Università degli studi di Roma,1995.
Atti I convegno internazionale Roma 15 - 16 Giugno 1993.

78.Crainz, Guido. Padania: il mondo dei braccanti dall'Ottocento alla fuga delle campagne. Donzelli editore, 1994.

79.Gruppo per l'ecologia di base G. Gadio. Ecologia della Padania. Ferrara: Museo civico di storia naturale di Ferrara, 1995.
Atti del XII convegno nazionale gruppo per l'ecologia di base G. Gadio 7 - 9 Maggio 1994.

80.Detragiache A e Rossetto, Giuseppe. La Padania alla soglia degli anni '90. Roma: s.e, 1994.

81.Bagatin, Pier Luigi. Museo del Polesine: 70 frammenti di arte e storia di un angolo di Padania fra i grandi fiumi e il mare. Fiesso Umbertiano: Nike kai dike, 1994.

82.Necchi, Davide. La meccanizzazione agricola in Padania (1860 - 1914) nella stampa periodica coeva. Milano: Università degli studi di Milano, 1994. Tesi di laurea, relatore C. Lacaita.

83.Bernabè, Davide e altri. Problematiche e prospettive del sistema agroalimentare nella Padania: i servizi per le imprese del settore. Milano:  Unione delle Camere di Commercio della Lombardia, a cura di Agri 2000, 1994.  

84.A cura dell'Union Camere Emilia Romagna. Il sistema agroalimentare nella Padania: i servizi per lo sviluppo. S.l: Franco Angeli, 1995.

85.Giovannini, Arrigo. Luci d'inverno nel cuore della Padania. Verona: Promoprint, 1995.

86.Briselli, Luigi. Padania. Cremona: Madoglio, 1995.

87.Rinaldi, Alberto. La Padania tra arretratezza e modernizzazione: le campagne modenesi dalla fine del '700 all'unità nazionale. Bologna: Pitagora, 1995.

88.Bernini, Fabrizio. Casteggio in camicia nera: cronache del fascismo in un borgo della Padania. Casteggio (PV): Modulo tre, 1995.

89.Calzolari, Mauro. Interventi di bonifica nella Padania centrale in età romana. Estratto da "L'atlante tematico di topografia antica". S.l: L'erma di Bretschneider, 1995.








Inserito da: Veronesi in data 1/11/2008, 21:0
Scritto in Toscano per la parte Culture di Internet Padano

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