Internet e culture locali: prima che sia troppo tardi
Angiol Verones, la Padania 1/2/2003
Appello per la Creazione di piu' siti internet in lingua locale!
Internet è un mezzo di comunicazione libero dal controllo dello stato nazionale
e dalle lobby economiche che controllano i mezzi di informazione di massa: chiunque
può pubblicare le proprie idee su Internet e questa situazione è
una freccia all'arco di noi localisti.
Fino a qualche tempo fa si pensava che l'inglese sarebbe diventata la lingua di
comunicazione mondiale proprio grazie ad Internet e si credeva che la altre lingue,
soprattutto quelle locali, sarebbero state soppiantate e perse nel giro di pochi
anni.
Questo per fortuna non è ancora successo.
I maestri del dogma unico mondialista non avevano considerato che in Europa e
soprattutto in Padania le nuove tecnologie sono sempre state utilizzate come mezzo
sia politico sia culturale per diffondere le proprie idee e far conoscere la propria
cultura. Come nel Medioevo le mura della propria città erano simbolo
della Libertà Comunale, adesso un sito Internet scritto nella propria lingua
locale è baluardo delle nostre identità culturali.
Internet serve sì per confrontarsi con altri popoli che usano altre
lingue per comunicare con noi, ma nello stesso tempo bisogna reagire, perché
nel momento in cui ci si confronta col diverso è importante rinsaldare
le radici profonde della nostra cultura. La cultura della nostra specifica
comunità ci rende gli individui che siamo. Il confronto continuo
dell'individuo con la propria cultura comunitaria lo forma e nello stesso tempo
trasforma la cultura comunitaria grazie all'incontro e allo scontro continuo.
In molte parti della Padania, soprattutto nelle grandi città, è
stato perso il senso dell'appartenenza culturale al territorio, ovvero si è
persa la propria specificità comunitaria per cambiarla con una presunta
sovra-cultura mondialista fatta di tutto ed infine di niente.
Le identità culturali dei vari popoli della Terra si risvegliano giorno
dopo giorno in risposta al mondialismo dilagante e diffondono le proprie idee
nella rete globale.
Internet è diventato strumento principe di confronto e dibattito, ha aperto
nuove frontiere fra comunità che mai hanno potuto interagire. Internet
è La Frontiera: quel luogo dove si combattono guerre, si dialoga, si
convive, ci si confronta e proprio come una frontiera vera a volte unisce e a
volte divide.
Internet non deve più diventare l'incubo di una cultura totalitaria che
impone modelli unici che per andare bene a tutti sono privati di quella personalità
propria che solo una cultura locale ha.
La cultura non può essere il progetto di una mente individuale che dica
cosa è giusto e cosa è sbagliato; la cultura non può essere
il risultato di una singola epoca storica. La Cultura è il risultato sociale
che raggiunge una Comunità umana durante tutto l'arco della propria storia
attraverso il confronto delle idee degli individui al proprio interno e la dialettica
con le altre culture. Perdere le nostre radici culturali è come perdere
la nostra stessa umanità, perché l'una è legata all'altra.
Per questi motivi la cultura unica non è una vera cultura perché
quando va bene è il risultato di un idealista che si è inventato
una società utopica, che per lui può essere un sogno, ma per altri
può diventare un incubo; mentre quando va male la cultura unica è
il risultato di un gruppo di potere che intenzionalmente vuole distruggere le
culture locali. Questo è già successo in Italia, dove le nostre
culture sono da sempre bistrattate e misconosciute, dipinte in toni folkloristici
e mai prese sul serio. Hanno tentato di nascondercele, hanno tentato di farcene
vergognare, ma sono le nostre culture e sono le nostre lingue che ci rendono ciò
che siamo e rendono la nostra terra e le nostre comunità belle e forti
quali sono da sempre.
L'unicità culturale deve essere rifiutata dagli individui che navigano
in rete e devono essere creati sempre di più siti Internet localisti e
autonomisti.
Essere localisti significa essere uomini liberi. Un singolo parlamento
è controllabile da un singolo gruppo di potere, ma tanti parlamenti quante
sono le comunità umane garantiscono la molteplicità delle idee
e l'impossibilità che un singolo possa gestire il potere e controllare
le masse di individui rendendoli schiavi.
Una comunità difende le proprie autonomie e quindi le libertà
dei cittadini, così come il Comune medioevale difendeva le proprie libertà
sul campo di battaglia. Gli individui migliorano le proprie condizioni col confronto
continuo all'interno e all'esterno della comunità, ma se ciò fosse
reso impossibile per colpa di una cultura unica, come potremmo sapere se siamo
schiavi o uomini liberi? Non potremmo avere parametri di confronto se non quelli
che ci vengono proposti dai padroni.
Essere uomini liberi significa saper conquistare la propria libertà e
saper fare scelte con cognizione di causa. Se una persona vive in una certa
comunità ha cognizione di causa del proprio territorio e sa prendere
decisioni autonome che poi tutti condividono. Questo è l'essenza del
Federalismo: l'autogoverno basato sull'esperienza del territorio in cui si vive,
grazie alla cultura della propria comunità, che nasce dalla storia locale
e dalle idee degli individui che vivono e hanno vissuto su quel territorio.
Ci sono problemi comuni che si possono risolvere insieme, ma vi sono problemi
che solo una certa comunità è in grado di intendere e di affrontare,
come diceva Cattaneo. La Libertà individuale è legata alla
propria comunità e il federalismo è connaturale con questa libertà.
Una comunità per essere tale ha unione di intenti nel risolvere i propri
problemi, perché se si abita sul territorio si ha cognizione di causa
e si sa cosa serve e cosa non serve: viene naturale a tutti. E' difficile che
vi sia qualcuno sempre contrario su tutto.
La Svizzera è testimone di questo: i problemi contingenti trovano comunanza
di intenti in tutti gli schieramenti politici e se si è in disaccordo
lo si è sul modo di fare una determinata cosa, non sulla sostanza.
Una volta che non vi è più un'unione di intenti, allora la comunità
cessa di esistere perché quando le decisioni vengono prese a maggioranza
risicata, la democrazia non è più una vera forma di libertà
personale, dato che una metà impone all'altra le proprie scelte senza
avere più la possibilità di capirsi e dialogare. Questo succede
quando gli interessi individuali, le idee utopiche o i progetti di un singolo
gruppo di potere diventano più importanti degli interessi comunitari.
I Comuni medioevali conobbero la divisione al proprio interno tra guelfi e ghibellini
e l'autonomia comunale venne ritenuta meno importante delle lotte di potere
tra papato e impero. Le comunità cessarono quindi di essere tali e gli
individui si ritrovarono soli e indifesi e divennero schiavi del potere di pochi
perché non ebbero più una Comunità autonoma per proteggere
le loro libertà.
La storia quindi insegna: Libertà, Federalismo e Democrazia sono i
pilastri imprescindibili della nostra società e sono da conquistare giorno
per giorno da coloro che si ritengono uomini liberi.
FACCIAMO PIU' SITI INTERNET IN LINGUA LOCALE!
TRADUCIAMO SOFTWARE IN LINGUA LOCALE, come ad esempio il browser Maxthon:
http://www.padaniacity.org/download.asp
Inserito da: Veronesi in data 1/2/2003, 19:38
Scritto in Toscano per la parte Internet di Internet Padano
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