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Ambiente

La Questione del 2000: quale Ambiente?

M.Colaonn


LA QUESTIONE DEL DUEMILA: QUALE AMBIENTE

L’industrializzazione in Lombardia  ha portato anche in paesi piccoli come il nostro, il vantaggio di una ricchezza diffusa grazie alla maggiore possibilità di occupazione; ma anche e soprattutto un violento impatto ambientale e sociale.
La nostra zona, che con buona probabilità fu abitata sin dalla remota antichità, ha visto il proprio territorio divenire nei secoli sede di una progressiva “stratificazione culturale” portata da Celti Insubri, Romani, Longobardi e altre popolazioni che hanno lasciato ovunque segni del loro alternarsi, unitamente ad un indubbio patrimonio di civiltà. Purtroppo negli ultimi decenni la storia e il territorio di Carbonate non sono mai stati conosciuti a fondo dalla popolazione, e si è andata anche progressivamente perdendo la possibilità di recupero ambientale e culturale a causa delle innumerevoli modifiche apportate al territorio.
Ma quali sono le cause della perdita delle tradizioni; della carenza di sensibilità per i problemi ambientali; dei problemi dell’inquinamento; della pigrizia del cittadino che tace, vedendo il territorio  dove vive irrimediabilmente degradato?
Le motivazioni sono diverse ed e difficile elencarle tutte, ma alcune di queste sono abbastanza chiare: cause di carattere economico-sociale, quali il procedere verso la globalizzazione e che ha portato ad un diffuso disinteresse per i valori  locali che creavano e facevano appagante il senso di appartenenza alla comunità, ma soprattutto una cattiva gestione del territorio che ha trasformato i piccoli borghi agricoli in città (vedi Mozzate che presto si fregerà – fortunati loro!? – di questo titolo…) attraverso un’urbanizzazione mal pianificata, spesso mezzo per ripianare i bilanci dei Comuni dissestati da amministratori incapaci.
Così in pochi anni, ciò che da secoli era boschi, prati e brughiere è diventato un ammasso di DISCARICHE, CAPANNONI E PALAZZONI DORMITORIO. Gente nuova ha rinfoltito le schiere degli abitanti che sono cresciuti a ritmi elevatissimi. Ed è paradossale come coloro i quali vengono a vivere nei nostri paesi, fuggendo la grande città, non fanno altro che ricreare e ritrovare le stesse realtà oppressive! Certo siamo d’accordo: la società cambia, a Carbonate come altrove. Siamo più ricchi (?) ora, abbiamo sanità e istruzione, lavoro e divertimento (?); ma …
che necessità abbiamo ora di nuove case quando la natalità è in declino e le aree dimesse vengono raramente recuperate?
Che necessità abbiamo di caricare ulteriormente la densità della popolazione in paesi che sono già ad un rapporto abitanti/Kmq eccessivo e pari a poche altre zone del pianeta?
Che necessità abbiamo di sprecare il territorio della nostra zona, ormai divenuto prezioso, cementificandolo o costruendo discariche e impianti come da 20 anni a questa parte le Amministrazioni hanno permesso?
E che necessità abbiamo infine di vedere, entro qualche anno, Carbonate confrontabile con il peggior quartiere dormitorio dell’ hinterland milanese che, di questo passo, presto ci fagociterà?
 
A noi tutti il dovere di riflettere, di proporre e di impegnarci per quanto necessario ad evitarlo.
Carbonate Milanese ?  No grazie!
 
 
IL TERRITORIO: LA QUESTIONE DEL 2000   (versione originale di M.C.)
 
E' sotto gli occhi di tutti che le trasformazioni subite dalle nostre terre negli ultimi decenni sono state forti e hanno mutato anche il modo di vita di chi vi abita. L'industrializzazione della Lombardia ha portato in paesi come il nostro il vantaggio di una ricchezza diffusa grazie alla maggiore possibilità di occupazione, ma anche un violento impatto urbanistico e sociale che ha reso (fra l'altro) improbabile il recupero di eventuali testimonianze del passato presenti sul territorio.Ma andiamo per ordine.
La nostra zona, che con buone probabilità fu abitata dai Celti Insubri (primi sec. a.C.), fu successivamente sede di una progressiva "stratificazione culturale" che ha portato Romani, Longobardi e altre popolazioni a passare e forse a lasciare un segno del loro passaggio. Purtoppo negli ultimi decenni la storia e il territorio di Carbonate non sono mai stati conosciuti a fondo dalla popolazione. Ma quali sono le cause di questo sradicamento dalla propria terra, della perdita delle tradizioni, della carenza di sensibilità per i problemi ambientali e per questioni legate all'inqinamento, della pigrizia del cittadino che tace vedendo il territorio dove vive essere IRRIMEDIABILMENTE degradato? A nostro parere le motivazioni sono di duplice ordine. In primo luogo cause di carattere sociale ad amplissimo livello (il disfacimento della civiltà occidentale che procede verso la globalizzazione ha portato a un diffuso disinteresse per i valori identitari).Ma in seconda battuta una cattiva gestione del territorio ha trasformato i piccoli borghi agricoli in città (vedi Mozzate che presto si fregerà - fortunati loro! - di questo titolo...) attraverso un' URBANIZZAZIONE MAL PIANIFICATA, spesso mezzo per rifornire i bilanci dei comuni di denaro sonante. Così in pochi anni ciò che da secoli era boschi, prati e brughiere e divenuto industrie e villette, condomini e discariche. Un volto nuovo, tanto che un ipotetico viaggiatore del tempo non riconoscerebbe in Carbonate di 50 anni fa lo stesso paese di oggi. Gente nuova ha rinfoltito le schiere degli abitanti, che sono cresciuti a ritmi esponenziali (a proposito: è così necessario invertire la tendenza demografica?). Certo, siamo d'accordo: la società muta, siamo più ricchi, abbiamo sanità e istruzione, lavoro e divertimento: ma che necessità abbiamo di un nuovo Centro Commerciale a Mozzate se la nostra Varesina è già al collasso (ancora a proposito: a quando i rilevamenti degli inquinanti?)? Che necessità abbiamo ORA di costruire nuove abitazioni se il tasso di natalità è basso e le aree dimesse vengono raramente recuperate? Che necessità abbiamo di caricare ulteriormente la densità di popolazione in paesi che sono già a un rapporto -abitanti/Kmq- a nostro parere eccessivo? Che necessità abbiamo di pianificare nuovi insediamenti residenziali se a Carbonate abbiamo superato i 2300 abitanti? Che necessità abbiamo di sprecare il nostro territorio, ormai divenuto prezioso, per discariche e impianti come da 20 anni a questa parte qualcuno ha fatto? E che necessità abbiamo di vedere entro qualche anno Carbonate confrontabile con il peggior quartiere dormitorio della periferia di Milano che presto ci fagociterà? A voi le risposte.




Inserito da: Colaone in data 20/9/2002, 14:13
Scritto in Toscano per la parte Ambiente di Internet Padano

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