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Lingue

Sulla Padania e le sue lingue

Dàvide Sivero, lettera a la Stampa


Carissima Redazione de la Stampa,

ho letto l'articolo di Mario Deaglio "Padania come Roma/Nord-Ovest e Nord-Est, interessi divergenti" e vorrei precisare che gli idomi del Norditalia appartengono in larga parte al gruppo chiamato galloitalico, comprendente emiliano, romagnolo, ligure, lombardo e piemontese, a sua volta apparentato al veneto e anche all'istrioto parlato nell'Istria medionale (ma in serio pericolo di estinzione), a tal punto che, secondo la classificazione delle lingue romanze più accettata dai linguisti, quella di Heinrich Lausberg, sono tutte varianti locali della stessa lingua (così come sempre secondo questa classificazione i diversissimi dialetti occitani sono varianti di un'unica lingua occitana). È forse superfluo far notare che, secondo la stragrande maggioranza degli studiosi, il confine più importante all'interno del mondo neolatino è la linea La Spezia-Rimini (che in realtà comincia da sotto Carrara e arriva approssimativamente a metà della costa marchigiana), il che implica logicamente che i dialetti del Norditalia non possono essere varianti, dialetti, della lingua italiana, di cui sono per esempio varianti, dialetti, il versigliese, il senese ecc.
Premettendo che non ho mai votato Lega e non intendo farlo (tra l'altro mia moglie è ecuatoriana e al nostro bimbo di 14 mesi parlo ligure), mi sembra doveroso chiarire che gli inizi dell'uso del termine "padano" riferito a un "popolo" è stato fatto per la prima volta dalla sezione Lombardia-Ticino-Grigioni lombardofoni dell'Associazione Internazionale per la Difesa delle Lingue e delle Culture Minacciate negli anni '70 e che, nel 1982, il linguista dalle parentele valtellinesi prof. Geoffrey Hull dell'Università di Sidney Ovest chiamava, nella sua tesi di dottorato "The Linguistic Unity of Northern Italy and Rhaetia" (purtroppo mai tradotta in italiano e perciò mai pubblicata, visto il disinteresse del pubblico australiano per il tema) "Padania" la terra in cui si parla quella che, come per il Lausberg, è la lingua costituita dalle varianti locali emiliana, romagnola, ligure, lombarda, piemontese, veneta e istriota, cui il linguista australiano aggiunge "en marge" il retoromanzo. Il termine "Padania", usato in questo senso linguistico anche, per esempio, nell'articolo dello stesso G. Hull "Idealist Nationalism and Linguistic Dogma in Italy" pubblicato in "The Shared Horizon - Melbourne Essays in Italian Language and Literature - Edited by Tom O' Neill" (Irish Academic Press), è arrivato anche in Italia, con la pubblicazione sulla rivista di problematiche etnolinguistiche "Etnie" nel 1987-88 di due articoli del linguista australiano.

Cordiali saluti,

Dàvide Sivero



Inserito da: Veronesi in data 23/6/2003, 22:54
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